martedì 6 dicembre 2022

La mia nonna Filomena e i fagioli

Mia nonna venne a mancare quando io avevo solo sei anni. Abitava in montagna, ma non in un contesto contadino. Nonostante tutto aveva dietro casa un orto che coltivava e di questo ho un solo ricordo: l’apertura dei baccelli di fagioli borlotti, che aveva lasciato stesi al sole su un largo telo di cotone, affinchè si seccassero. Ci radunava intorno a lei, noi quattro primi suoi nipoti ( due cittadini io e mio fratello e due montanari i miei due cugini, tutti nati tre il ‘46 e il ‘48)

Il compito era sbucciare i fagioli secchi e ricordo la gara che facevamo nel trovare ogni tanto un baccello che invece di avere i fagioli bianchi screziati, li aveva bordeaux, viola scuri o neri! Vi racconto un aneddoto: anni dopo facevo fare ai miei scolari mosaici utilizzando fagioli, lupini, semi di zucca e quant’altro, perciò andai al mercato delle sementi e sceglievo volutamente i borlotti scuri. Fui redarguita dal venditore, perché privavo i semi da quelli che avrebbero dato piante maschili. Mi dispiacque e portai con me, come vera, la sua affermazione, finché un bel giorno scrissi questo particolare in un gruppo FB di ricerca erbe eduli e degli esperti confutarono questa mia convinzione. Scusate se la ho tenuta lunga, ma il bel racconto del tuo post ha suscitato in me questo ricordi che ho condiviso.


 

domenica 4 dicembre 2022

Roberto andò in aereo col babbo: 1952


 Ho un ricordo vivido di questo episodio: Roberto, mio fratello, maggiore di me di due anni, ebbe la fortuna un bel giorno di andare a volare con mio babbo su un Cesna. Aveva circa 6 anni. Io e mamma rimanemmo a casa. 



Al ritorno ho ancora davanti a me Roberto in piedi sul lavello del cucinotto della nostra prima casa ( un lavello di grisaglia gialla, che, seppi molto dopo,  costruiva lo zio dei miei genitori Raguele. Quello della casa della nonna a Verghereto in effetti era uguale. 

Perché direte voi Roberto era in piedi sul lavello? La mamma lo stava lavando, perché -dall'emozione- se l’era fatta letteralmente addosso. 

Il babbo aveva già provato questa emozionen in gioventù, nientemeno che a Parigi, in compagnia del nonno Giovanni, suo padre.



sabato 3 dicembre 2022

Anche Marco impara a leggere da solo

 Secondo racconto: anche Marco imparò a leggere da solo, al punto che l’insegnante dell’asilo Santarelli, Angela raccontava che i suoi compagni, quando lui leggeva loro le favole dai libri stavano molto più attenti di quando li leggeva lei. 

Le mie amiche- erroneamente -commentavano: < per forza tu sei un’insegnante>, ma io replicavo loro che non avevo mai fatto niente per forzarlo, ma che spontaneamente lui chiedendo soprattutto al nonno, aveva imparato e faceva la lettura “globale” primo metodo per l’approccio di apprendimento ( un esempio: riconosceva il logo INA assicurazioni nel calendario e in una agendina) 

La direttrice didattica che avevo quando facevo il doposcuola alla Manzoni, lo visionò ed arrivò alla stesso suggerimento che la maestra Epulia fece a mia mamma: frequentare la prima elementare  un anno prima. 

Io rimasi sorda a questo suggerimento perché ripensando al mio iter scolastico, pur brillante sul piano del rendimento, mi vedeva sempre la più piccola fisicamente e la meno matura quando le mie compagne alle magistrali parlavano già di ragazzi che a me non interessavano affatto. Per giunta anche Marco aveva in fisico da scricciolo ( pensare che FISICO lo è poi diventato) e pensai bene di lasciarlo frequentare  normalmente le scuole con i suoi coetanei. Il problema si  ripropose in quarta elementare, quando la sua maestra mi chiamò per dirmi che se gli avessi fatto fare l'esame di quinta, per saltare un anno, lo avrebbe superato brillantemente.

Evitai anche questo, lasciandolo tranquilo nella classe con i compagni 

Particolare simpatico : la prova che non gli avevo insegnato nulla, era che quando la maestra gli dette il compito di scrivere il corsivo quando i suoi compagnoi ancora apprendevano lo stampatone sbagliava tutti "ganci" Gli scrissi perciò in un foglietto lalfabeto tutto agganciato. come da foto



Racconti di ricordi non in ordine cronologico: 1 - ho frequentato la scuola un anno avanti

 Visto che mi trovo a raccontare per innumerevoli volte gli stessi episodi e mi accorgo di usare sempre le stesse espressioni da oggi affido a questo blog alcuni miei racconti ricorrenti. 

Titolo: ho frequentato la scuola un anno avanti. 

Siccome avevo imparato a leggere e a scrivere seguendo mio fratello di due anni più grande di me, la maestra Epulia di Verghereto consigliò a mia mamma di fare l’esamino di prima, così da poter frequentare subito dalla seconda elementare, quando per me iniziava l’obbligo scolastico. 

E fu così che frequentai gli ultimi due mesi aprile e maggio della prima elementare a Verghereto, con Michela, Mariateresa Donatella passando poi l’esame di prima di cui ho la pagella. 

Curiosità: Nella pagella della seconda elementare frequentata a Forlì nella scuola di Giuditta Tavani Arquati, alla mia maestra era talmente rimasto impresso che avevo fatto l’esame di prima a Verghereto che scrisse che ero nata a Verghereto. Me ne accorsi molti anni più tardi!

lunedì 28 novembre 2022

agende decorate

 oggetto delle mie decorazioni con adesivi questa volta sono state l'agenda per l'anno nuovo e una integrazione nellagenda di questo anno che sta per finire





mercoledì 23 novembre 2022

Decorazioni con stick






 Queste sere scorse ho ingannato il tempo, rubandolo al sonno, creando decorazioni con stick autoadesivi che nel tempo avevo accumulato. 

Ho così decorato una scatolina blu con tema le auto   

Il retro dei miei due cellulari mi hanno offerto la base per decorarli. 

sabato 19 novembre 2022

Gioielli

 Ultima mia creazione, ma non mia ideazione. Il suggerimento mi è venuto da un Pin di Pinterest, bellissimo sito a cui sono iscritta da anni ed in cui contribuisco con le mie creazioni.